Da sempre investiamo moltissimo in organizzazione e in esperienza del paziente: perché una cura di alto livello non è solo “fare bene”,
ma rendere ogni passaggio più chiaro, più prevedibile e più sereno.
Proprio per questo abbiamo scelto di entrare nella
Rete Dentista Manager:
non per cambiare direzione, ma per accelerare l’innovazione grazie al confronto continuo con studi all’avanguardia in tutta Italia.
In pratica, per te significa una cosa concreta: nuove procedure, nuove idee e nuovi standard organizzativi che rendono l’esperienza ancora più fluida
e la qualità ancora più controllata nel tempo. Il nostro obiettivo resta uno: migliorare sempre di più la cura e l’esperienza del paziente.
Programma Sorridi con Martina - Ortodonzia invisibile con allineatori trasparenti – Studio Dentistico Caneva Trieste
Ti è mai capitato di sorridere con la bocca chiusa? Di coprire i denti con la mano in una foto? Di sentirti a disagio quando qualcuno ti parla da vicino perché sai che i tuoi denti non sono come vorresti?
Se è così, sappi che non sei solo/a. È una sensazione che conosciamo bene, perché ogni giorno la ascoltiamo dai nostri pazienti. E sappi anche questo: quella sensazione può finire.
Gli allineatori trasparenti hanno cambiato in modo radicale il modo di fare ortodonzia. Non solo perché sono invisibili — ma perché hanno abbattuto l'unico vero ostacolo che per anni ha impedito a migliaia di adulti di agire: la paura dell'apparecchio.
Le manovre di igiene orale vanno iniziate prima possibile. Già nel neonato le mucose andrebbero deterse dopo i pasti con un “copridito” in tessuto morbido o con una garza imbevuta di soluzione fisiologica o di collutorio analcolico diluito.
Implantologia a Trieste – Studio Dentistico Caneva, Via di Donota 3
C'è un momento preciso in cui la perdita di un dente smette di essere solo un problema estetico e diventa qualcosa di più pesante. È quando non riesci più a mordere come prima. Quando eviti certi cibi. Quando ti accorgi che stai cambiando il modo di sorridere, di parlare, persino di mangiare in compagnia.
Se sei arrivato qui, probabilmente quel momento lo conosci già. E stai cercando una risposta concreta: cosa si può fare, davvero, per avere di nuovo denti fissi?
La risposta esiste. Si chiama implantologia, e in molti casi è possibile ottenere un risultato in tempi molto più rapidi di quanto immagini.
Perché un dente perso non è "solo" un dente
Rimandare non è mai neutro: la perdita di un dente innesca una reazione a catena strutturale silenziosa
La prima cosa che vogliamo dirti è questa: rimandare non è mai neutro.
Quando un dente manca, l'osso che lo sosteneva comincia a riassorbirsi. È un processo naturale, inevitabile, che avviene già nei primi mesi. Con il passare del tempo, l'osso si riduce in altezza e spessore — e questo può complicare (o rendere più costoso) un eventuale intervento futuro.
Nel frattempo, i denti vicini alla lacuna tendono a inclinarsi verso lo spazio vuoto. Il dente antagonista — quello che "mordeva" contro quello perso — inizia a extrudersi verso il basso o verso l'alto. L'equilibrio dell'intera arcata si altera in silenzio, senza che tu te ne accorga subito.
Ecco perché, quando si perde un dente, il momento migliore per agire è il prima possibile. Non per una questione di estetica, ma di salute della bocca nel lungo periodo.
Come funziona l'implantologia: la radice artificiale che diventa parte di te
A differenza dei ponti tradizionali, l'impianto sostituisce la radice originale salvaguardando i denti vicini
Un impianto dentale è una piccola vite in titanio che viene inserita nell'osso mascellare o mandibolare, nel punto in cui si trovava la radice del dente naturale. Nel tempo — di solito nell'arco di alcuni mesi — il titanio si integra con l'osso circostante attraverso un processo chiamato osteointegrazione. A quel punto, sull'impianto viene avvitata o cementata una corona protesica: il risultato finale è un dente fisso, stabile, che funziona e si sente esattamente come un dente naturale.
Quello che cambia rispetto alle protesi tradizionali è fondamentale: l'impianto sostituisce la radice, non solo la parte visibile del dente. Questo significa che l'osso continua a ricevere la stimolazione meccanica necessaria per mantenersi, e il dente adiacente non subisce alcuna riduzione dello smalto (come accade invece con i ponti fissi tradizionali).
Per approfondire il tema dell'implantologia a carico immediato — ovvero la possibilità di ottenere denti fissi già nella stessa giornata dell'intervento — il Miceli Centro Odontoiatrico ha pubblicato un articolo molto chiaro su indicazioni, vantaggi e criteri di selezione del paziente per questo tipo di tecnica avanzata.
Quando è possibile il carico immediato?
Il carico immediato permette di avere una protesi fissa lo stesso giorno dell'intervento, se le condizioni cliniche lo consentono
Negli ultimi anni la ricerca implantologica ha fatto passi enormi. Una delle evoluzioni più significative è proprio il carico immediato: una tecnica che, in determinati casi, permette di posizionare una corona provvisoria già nelle ore successive all'inserimento dell'impianto.
Per essere precisi: non si tratta del dente definitivo, ma di una soluzione funzionale ed estetica che il paziente indossa fin da subito, mentre l'osteointegrazione avviene nei mesi successivi. Il risultato, dal punto di vista della qualità di vita, è enorme: nessun periodo con denti mancanti, nessuna protesi mobile provvisoria.
Ma attenzione — e questo è un punto che ci teniamo a chiarire: il carico immediato non è indicato per tutti. Perché sia sicuro ed efficace, devono essere presenti alcune condizioni:
Quantità e qualità ossea adeguata nel sito d'inserimento
Stabilità primaria dell'impianto al momento del posizionamento, misurabile con strumenti specifici
Assenza di infezioni attive o parodontite non trattata
Occlusione favorevole, che non generi forze eccessive sull'impianto nelle prime settimane
La valutazione di questi parametri è compito del clinico, e avviene sulla base di esami diagnostici precisi — in primis la TC cone beam, che permette di vedere l'osso disponibile in tre dimensioni prima ancora di pianificare l'intervento.
E se l'osso non è sufficiente?
La mancanza di osso non è un ostacolo definitivo: le tecniche di chirurgia avanzata preparano il terreno per l'impianto
È una domanda che ci viene posta spesso, e la risposta ci dà l'occasione di sfatare un mito comune: la mancanza di osso non esclude necessariamente dalla possibilità di ricevere un impianto.
Esistono diverse procedure per rigenerare o aumentare l'osso disponibile prima — o contestualmente — all'inserimento dell'impianto. Le più comuni sono:
Rialzo del seno mascellare (sinus lift), indicato quando l'osso nel settore posteriore del mascellare superiore è insufficiente in altezza
Rigenerazione ossea guidata (ROG), in cui si utilizzano membrane e materiali biocompatibili per stimolare la formazione di nuovo osso
Innesti ossei, con osso autologo (prelevato dal paziente stesso) o con sostituti ossei di origine biologica o sintetica
Questi interventi allungano i tempi totali del percorso — perché l'osso rigenerato ha bisogno di maturare prima di accogliere l'impianto — ma non cambiano il risultato finale. Molti dei pazienti che oggi portano impianti stabili da anni avevano inizialmente un quadro osseo insufficiente.
Impianto singolo o riabilitazione completa: cosa cambia
Ogni situazione clinica ha la sua soluzione ottimale: dall'impianto singolo alla riabilitazione completa su arcata
L'implantologia non è una sola cosa. Le soluzioni variano enormemente in funzione di quanti denti mancano e della situazione clinica complessiva:
Impianto singolo: sostituisce un singolo dente perso. Il percorso più semplice e prevedibile.
Ponte su impianti: quando mancano più denti contigui, si possono posizionare due o più impianti che sostengono una protesi ponte fissa, senza dover inserire un impianto per ogni dente mancante.
Riabilitazione completa su impianti: quando mancano tutti o quasi tutti i denti di un'arcata. In questi casi si utilizzano protocolli specifici che permettono di sostenere una protesi fissa intera su impianti strategicamente posizionati.
Ogni soluzione ha indicazioni, tempi e costi diversi. L'unico modo per sapere qual è quella giusta per te è partire da una visita diagnostica accurata, con radiografie o TC e una valutazione clinica completa.
La longevità dell'impianto: quanto dura davvero?
Un risultato che si costruisce in partnership: l'eccellenza clinica richiede il tuo impegno quotidiano per durare nel tempo
Questa è forse la domanda più frequente. E la risposta, che non sentirai spesso con questa chiarezza, è: dipende da te tanto quanto dall'impianto stesso.
Un impianto può durare trent'anni. Ma quel risultato non è garantito in automatico: appartiene ai pazienti che mantengono una corretta igiene orale, usano il filo interdentale o lo scovolino come da indicazioni del medico, e tornano in studio regolarmente per il controllo e la seduta di igiene professionale. Chi trascura una di queste abitudini abbassa le proprie probabilità di rientrare in quella statistica.
Il rischio principale nel lungo periodo è la perimplantite: un'infiammazione batterica dei tessuti intorno all'impianto che, se non trattata, può portare alla perdita dell'impianto stesso. Si previene esattamente come si previene la parodontite: con una corretta igiene quotidiana, con visite di controllo periodiche e con sedute di igiene professionale.
Il passo più difficile è il primo. Il resto viene da sé.
Quello che spesso blocca le persone non è la paura dell'intervento. È il non sapere da dove cominciare. Non sapere se sono "un caso fattibile". Non sapere cosa aspettarsi.
Per questo la visita di valutazione implantologica ha un valore preciso: ti permette di uscire dallo studio con un quadro chiaro. Sai se sei un candidato per l'impianto, sai se il tuo osso è sufficiente, sai in quanto tempo potresti avere un dente fisso.
Prenota la tua prima visita direttamente dal form in questa pagina o chiamandoci al numero 040772338. Il resto lo costruiamo insieme.
Domande frequenti sugli impianti dentali
L'intervento per l'impianto dentale fa male?
L'intervento viene eseguito in anestesia locale e non è doloroso. La maggior parte dei pazienti riferisce un decorso post-operatorio molto più semplice di quanto si aspettasse.
Quanto tempo passa tra l'inserimento dell'impianto e il dente definitivo?
In genere tra 3 e 6 mesi, il tempo necessario all'osteointegrazione. Nei casi in cui è indicato il carico immediato, è possibile avere una corona provvisoria fissa già nelle ore successive all'intervento, mentre l'integrazione avviene nei mesi successivi.
A che età si possono fare gli impianti?
Gli impianti dentali non hanno un limite d'età superiore: pazienti di 70 o 80 anni ottengono ottimi risultati.
Il fumo è un problema per gli impianti?
Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per il fallimento implantare e per la perimplantite. Non è una controindicazione assoluta, ma i pazienti fumatori presentano tassi di complicanza significativamente più alti rispetto ai non fumatori. È un aspetto che viene valutato e discusso durante la visita.
Gli impianti sono compatibili con diabete o osteoporosi?
Il diabete ben compensato non esclude dall'implantologia, ma richiede una gestione più attenta del percorso. L'osteoporosi va valutata caso per caso, con particolare attenzione ai farmaci eventualmente assunti. La collaborazione con il medico curante è fondamentale.
Quanto dura un impianto dentale?
Con una corretta igiene orale e controlli periodici, un impianto può durare decenni. La longevità dipende anche da fumo, malattie sistemiche e qualità dell'igiene quotidiana.
Posso fare impianti se ho già una parodontite?
La parodontite attiva è una controindicazione temporanea: va trattata e stabilizzata prima di procedere con l'implantologia. Una bocca con parodontite non trattata espone l'impianto a un rischio molto elevato.
Come si mantiene un impianto nel tempo?
Spazzolino dopo ogni pasto, filo interdentale o scovolino, e visite di controllo periodiche con igiene professionale. L'impianto non si caria, ma i tessuti intorno a lui possono infiammarsi se trascurati. La prevenzione è la chiave per una longevità ottimale.
Hai altri dubbi sugli impianti? Prenota la tua prima visita dal form qui sotto. Ti risponderemo con chiarezza, senza tecnicismi inutili.
Le manovre di igiene orale vanno iniziate il prima possibile! Già nel neonato le mucose andrebbero deterse dopo i pasti con un "copridito" in tessuto morbido o con una garza imbevuta di soluzione fisiologica o di colluttorio analcolico diluito.
In passato spesso i genitori non consideravano i denti da “latte” importanti a causa della loro natura provvisoria e per il fatto che dovevano essere sostituiti dalla dentatura permanente; la frase tipica che si sentiva dire era: “Tanto li perdono”.
Una delle innovazioni più importanti che abbiamo adottato all’interno dello studio e che si è dimostrata estremamentevantaggiosa sia per noi medici che per il paziente è la scansioneintraorale.
La maggior parte delle volte ci capita di accogliere in studio pazienti che vogliono migliorare il proprio sorriso ma non hanno idea di quale sia l’aspetto sul quale intervenire.
Ci sono difetti evidenti e altri impercettibili per gli altri ma evidenti per la persona che li vive.
Fino a pochi anni fa, la mancanza di osso era considerata un ostacolo insormontabile per l’implantologia dentale. Oggi, grazie a tecniche rigenerative, materiali avanzati e a una pianificazione digitale di precisione, è possibile riabilitare con successo anche i pazienti con poco osso.